Parroci - Parrocchia Sant'Antonio a Trebbia

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Parroci

La parrocchia
Padre Giorgio

Padre Giorgio è nato a Kerala, in una famiglia di sei figli, quattro maschi e due femmine, tutti sposati tranne lui.
La vocazione religiosa circonda la sua vita, infatti, sia il fratello di suo padre sia il fratello di sua madre sono entrambi sacerdoti missionari. Il rapporto con il suo parroco è determiante e lo conduce verso la vita religiosa, verso la sua professione di fede.
Essendo l'ultimo nato, secondo la tradizione, sarebbe dovuto rimanere a vivere con i suoi genitori, ma avendo scelto la vocazione, il fratello maggiore, con la sua famiglia, è andato a vivere nella casa natale, prendendo il suo posto.
Ordinato il 28 dicembre 2008, il suo primo incarico è stato in una nuova missione, assiema a un confratello nella diocesi di Itanagar, capitale dello stato di Arunachal Pradesh, nel Nord Est dell'India, al confine con la Cina. Dal Kerala arrivò in quella nuova terra di missione con un lungo viaggio in treno durato tre notti e due giorni; vi rimase tre anni e mezzo prima di trasferirsi in Italia per una nuova Missione.
E' in Italia dal 2012 per studiare teologia pastorale a Milano, alla Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale; la sua tesi è: "Teologia Pastorale Missionaria", riferita alla sua esperienza missionaria nel Nord Est dell'India.
Padre Sebastiano

Padre Sebastiano è nato a Kerala e ha una sorella suora e un fratello sposato. La sua vocazione parte proprio dalla sua famiglia. Avendo scelto la via religiosa, non può stare a casa con i genitori, quindi ci è rimasto suo fratello.
E' diventato sacerdote il 1° gennaio 2011 e a Milano sta seguendo i corsi di specializzazione in teologia morale; la sua tesi è "Bioetica: ricerca sulle cellule staminali nel contesto dell'India".
Dal 2014 è in Italia, dove ha vissuto nel seminario di Pavia, dando la sua disponibilità ad una parrocchia nelle vicinanze durante glistudi.
Il suo primo incarico è stao quello di insegnare in una scuola, nello stato del Rajastan, conosciuto per i grandi templi Indù che vi sono stati costruiti.
Formazione Ecclesiastica

La formazione di Padre Giorgio e Padre Sebastiano è composta da dodici anni di studi, così suddivisi:
- primo anno: introduzione all'inglese, alla Bibbia, alla Spiritualità;
- secondo e terzo anno: Pre-Laurea, cioè Seminario Minore;
- quarto anno: Noviziato, durante il quale non si può tornare a casa per nessuna ragione, assimilabile ad un ritiro spirituale. Alla fine dell'anno si ottengono i voti temporanei.
- dal quinto al settimo anno: studio della Filosofia;
- ottavo anno: esperienza in qualche caso o chiesa;
- ultimi quattro anni: studio della Teologia, durante i quali si ottengono i voti perpetui e l'ordinazione diaconale, con un'esperienza di sei mesi, come diacono, in una parrocchia.
Il giorno dell'ordinazione è considerato come una festa, al quale non partecipano solo i parenti, ma tutto il popolo. La celebrazione dura cinque ore, che comprendono l'ordinazione e subito dopo la prima messa dei nuovi sacerdoti. E' una cerimonia molto sentita, con cori bellissimi, dove sacerdote e popolo si rispondono, entrambi parte integrante del rito.
A Sant’Antonio arrivano padre Giorgio e padre Sebastiano

“Il nostro carisma - spiegano - è la missione che ha la sua sorgente nell’eucaristia. La nostra vocazione è stare tra la gente, condividendo con loro il Vangelo e l’eucaristia”: padre Nobin Joseph (Giorgio) e padre Sebastian Sajomon (Sebastiano), entrambi indiani della congregrazione dei Missionari del Santissimo Sacramento, sono stati destinati dal vescovo mons. Gianni Ambrosio a guidare la parrocchia di Sant’Antonio a Trebbia, in qualità rispettivamente di amministratore e vicario parrocchiale.
Faranno il loro ingresso sabato 30 settembre alle ore 16.30, alla presenza del vicario generale mons. Luigi Chiesa.



“Fin da piccolo, quando ero chierichetto, volevo fare il missionario. È stato grazie al mio parroco che ho messo a fuoco la mia vocazione”, ci dice padre Giorgio, 36 anni, che prima di arrivare in Italia è stato in missione nel nord est dell’India, ai confini con la Cina e il Bangladesh.
Padre Sebastiano, 33 anni, è in Italia dal 2014 e sta seguendo i corsi di specializzazione in teologia morale a Milano; nei primi anni di sacerdozio è stato in missione nel nord dell’India, nello Stato del Rajastan.


Leggi il servizio a pagina 14 dell’edizione di giovedì 28 settembre 2017 del Nuovo Giornale
Nuovo parroco per S. Antonio,
nominato Padre Nobin Joseph

Nuovo parroco per S. Antonio (Piacenza). Oggi, con atto vescovile, è stato nominato ufficialmente Padre Nobin Joseph, in arrivo dalla parrocchia di S. Sisto, appartenente alla Missionary Congregation of the Blessed Sacrament, in qualità di amministratore parrocchiale di Sant’Antonio Abate in Sant’Antonio a Trebbia.

Alla stessa parrocchia è stato anche destinato Padre Sebastian Sajomon, a sua volta membro della Missionary Congregation of the Blessed Sacrament, che ha ricevuto l'incarico di vicario parrocchiale.

Inoltre domenica 24 settembre don Fabio Galli farà il suo ingresso nella parrocchia di San Nicolò, trasferendosi da Sant’Antonio a Trebbia (Piacenza).

Alle ore 16 la messa di ingresso, presieduta dal vescovo Gianni Ambrosio.

Don Fabio è presidente dell’Associazione Oratori Piacentini oltre che dell’ANSPI e viene da un passato da operaio in una carrozzeria industriale, come scrive Il Nuovo Giornale.

Per sette anni ha lavorato in uno stabilimento di Pontenure, mentre la sua vocazione cresceva grazie ad un intenso impegno in parrocchia, fino a convincerlo a fare il grande passo, entrando in Seminario.

da Piasenzasera del 22/9/2017
A Sant’Antonio arrivano gli indiani: tre missionari reggeranno la parrocchia
Da Libertà del 10/8/2017 – articolo di Federico Frighi

Salvo intoppi dell’ultima ora la parrocchia piacentina di Sant’Antonio verrà retta da una congregazione di sacerdoti indiani: la Missionary Congregation of Blessed Sacrament (la Congregazione missionaria del Santissimo Sacramento). I padri indiani dovrebbero prendere servizio alla fine di settembre, così avrebbe chiesto la diocesi di Piacenza-Bobbio al superiore della Congregazione. Alla fine di settembre l’attuale parroco, don Fabio Galli, saluterà i propri parrocchiani ed entrerà nella chiesa di San Nicolò dove è stato nominato dal vescovo Gianni Ambrosio.
Il primo dei sacerdoti di origini indiane a sostituire don Galli sarà padre Joseph Nobin, che viene chiamato anche padre George o padre Giorgio. In questi mesi sta prestando servizio pastorale e liturgico nella parrocchia cittadina di San Sisto mentre in passato aveva detto messa in alcune parrocchiette, in particolare nell’Alta Valtrebbia, e prima ancora nella parrocchia cittadina di San Pietro. Ha scelto l’Italia per gli studi teologici all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Verrà affiancato da un altro religioso indiano che ha prestato il proprio servizio pastorale e liturgico in una diocesi lombarda. Un terzo missionario indiano dovrebbe arrivare alla fine dell’anno o nei primi giorni del 2018.
Almeno inizialmente i tre Missionari del Santissimo Sacramento dovrebbero avere la cura pastorale e liturgica della parrocchia di Sant’Antonio, ma non quella amministrativa che dovrebbe essere presa in carico o da una parrocchia confinante – si è parlato dei Santi Angeli Custodi a Borgotrebbia, nella prospettiva futura di una eventuale unione – o direttamente dalla diocesi di Piacenza-Bobbio, come peraltro già è avvenuto in questi mesi per San Sisto.
La Congregazione Missionaria del Santissimo Sacramento è un istituto religioso maschile di diritto pontificio di rito siro-malabrese: i membri di questa organizzazione clericale pospongono al loro nome la sigla M.C.B.S. Venne fondato nel Kerala, in India, il 7 marzo 1933 da James Kalacherry (1892-1949), vescovo-eparca di Changacherry, assieme a tre sacerdoti. Le sue costituzioni, modellate su quelle dei Missionari di San Francesco di Sales d’Annecy, vennero approvate definitivamente nel 1962. I religiosi della congregazione si dedicano alla predicazione degli esercizi spirituali, alle attività pastorali e alla promozione umana in tutte le sue forme. La sede generalizia è ad Aluva. La congregazione annovera tra i suoi membri due vescovi, 360 preti, 175 seminaristi nel seminario maggiore e 165 seminaristi nei seminari minori. Tutti i membri sono delle zone del Kerala e Karnataka in India. Dispone di 110 Case e istituzioni in varie diocesi dentro e fuori dell’India. In Africa, Brasile, Stati Uniti, Italia, Germania, Australia, Austria, Pilippine, Canada, Svizzera e Inghilterra. In una parrocchia indiana gestita dalla Congregazione è stato allestito uno dei tre centri pilota “per la produzione di cibo sufficiente, sicuro e sostenibile” creati nel 2016 dall’Università Cattolica di Piacenza.

don Fabio Galli

Don Fabio Galli nuovo parroco di S. Nicolò

Con atto vescovile in data 15 maggio 2017 don Fabio Galli, finora parroco di Sant’Antonio a Trebbia di Piacenza, è stato nominato parroco della parrocchia di San Nicola da Bari in San Nicolò a Trebbia, comune di Rottofreno, in seguito alla rinuncia, recentemente accettata, dell’ultimo titolare don Piero Luigi Dallavalle.


don Giuseppe Segalini

E' morto nelle prime ore del pomeriggio di mercoledì 4 maggio 2011,  don Giuseppe Segalini,  parroco di Sant'Antonio a Trebbia.
Nato il 21 gennaio 1932 a Lugagnano, fu ordinato sacerdote il 4 giugno 1955. Iniziò il servizio pastorale nel 1956 come curato ad Agazzano per passare con lo stesso incarico a Borgonovo nel 1963. Nel 1964 fu nominato parroco di Groppovisdomo; del 1973 è la nomina a direttore spirituale del Seminario di Bedonia ed il 1° ottobre 1977 gli fu stato conferito l'incarico di assistente spirituale di Azione Cattolica (ramo adulti); il 18 ottobre 1984 fu nominato parroco di Sant'Antonio a Trebbia.

La salma è stata composta nella chiesa parrocchiale di Sant'Antonio a Trebbia. I funerali si sono tenuti venerdì 6 maggio, alle ore 14,30, nella stessa chiesa parrocchiale di Sant'Antonio a Trebbia, presieduti dal vescovo mons. Gianni Ambrosio.

(fonte: Piacenzasera.it)

L'omelia del vescovo ai funerali di don Giuseppe

La chiesa di Sant’Antonio a Trebbia ed il suo sagrato erano gremiti al funerale di don Giuseppe Segalini, parroco a Sant’Antonio dal 1984. Tanti erano i confratelli presenti al funerale, celebrato venerdì 6 maggio e presieduto dal vescovo mons. Gianni Ambrosio con mons. Giuseppe Illica, vicario generale della diocesi e don Fabio Galli, vicario parrocchiale a Sant’Antonio.

“Don Giuseppe ha voluto bene alla sua diocesi ed alla sua parrocchia. – ha affermato don Galli - Era una persona disponibile ed accogliente nei confronti di tutti, sempre col sorriso sulle labbra”.

"Don Giuseppe era un sacerdote che si è donato alla vita della comunità, si è prodigato nell’annunciare il Vangelo sostenuto da una profonda fede, dalla dedizione e dall’affetto verso i più bisognosi. – ha affermato il Vescovo durante l’omelia.

“Egli è stato un bel segno della vita nuova della Pasqua di Gesù. – ha continuato – Si è speso per la Chiesa diocesana e non è mai venuto meno il suo desiderio di continuare ad essere pastore per la sua comunità parrocchiale, la quale gli è molto affezionata”.

Tanti sono stati i ringraziamenti espressi a don Giuseppe Segalini per la sua disponibilità, generosità e rispetto per l’altro sia da parte dei parenti che da parrocchiani ed altri sacerdoti. “Oggi la comunità di Sant’Antonio ha perso una persona cara ed un’importante guida spirituale. – ha affermato Giancarlo Maggi, un parrocchiano, al termine della celebrazione – Ti ringraziamo per tutto quello che hai fatto per noi e ti chiediamo, caro don Giuseppe, di continuare a camminare al nostro fianco trasmettendoci la certezza di avere un giusto in più in Paradiso che prega per noi”.

(fonte: Il Nuovo Giornale)

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